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Ristampa di “La certezza del diritto” (1970)

Con nuova introduzione in cui si parla del rapporto fra diritto e cultura. La certezza non può derivare dall’impiego di tecniche giuridiche, né da strategie di politica legislativa. Queste possono aiutare, ma la variabile decisiva è la coesione del ceto dei giuristi intorno a modelli culturali di base, la condivisione di una visione del mondo e della società. Se poi questa condivisione coinvolge anche la popolazione degli utenti del diritto, allora l’ordinamento effettivo è considerato anche giusto. In un’epoca come l’attuale, di frammentazione sociale e culturale in appartenenze di ogni genere (economico, culturale, politico, di costume) certezza e giustizia appaiono mete problematiche.

Beni culturali, cultura, controcultura

La prima parte è centrata sulla tutela dei beni culturali, e ruota attorno alla tesi per cui questi sono innanzitutto un patrimonio identitario di una comunità (geografica, storica, culturale): e solo nella misura in cui essa li considera come tali e vi si identifica, la loro tutela potrà essere effettiva. Nella seconda parte si affronta il problema del rapporto fra cultura e controcultura e delle trasformazioni, in parte spontanee e in parte guidate, dei sistemi di ruoli sociali. L’utopia di una convivialità universale ne costituisce un ‘idea guida.